START-UP: DALL’IDEA AL BUSINESS PLAN

Qual è il miglior percorso dall’idea al business plan di presentazione di una start-up? Per avviare una start-up l’entusiasmo è fondamentale, ma la razionalità delle scelte da fare e delle azioni da intraprendere lo è ancora di più! Trasformare un’idea in un’impresa è un lavoro duro, che iniziamo a concepire sotto la spinta dell’entusiasmo che quell’idea suscita in noi. Quindi l’entusiasmo rappresenta sicuramente la spinta iniziale, ma non meno importante è la razionalità da utilizzare per costruire la struttura che dovrà sostenere l’idea.

Nel blog di Cabinet Studio trattiamo argomenti legati alle micro imprese, quindi in questo articolo attingeremo al glossario start-up solo in minima parte. Parleremo di strumenti per il controllo di gestione “fai da te” che potranno essere utilizzati per qualsiasi tipo di start-up, dalla pizzeria che vende pizze quadrate (per rendere più efficiente l’utilizzo dei cartoni porta pizza) a una piccola software house che sviluppa sistemi A.I. (intelligenza artificiale).

LA START-UP IDEA

Qualunque sia la tua idea di prodotto o servizio, probabilmente è nata da una esigenza che tu stesso hai affrontato. Di idee geniali ne vengono partorite ogni giorno, la differenza tra quelle che restano nel cassetto e quelle che spaccano il mercato, sta nel fare in modo che l’idea funzioni. Il primo passo per la nostra start-up sarà quindi trasformare l’idea in un business plan.

START-UP: DALL'IDEA AL BUSINESS PLAN
Dall’idea al Business Plan

Considerando il fatto che siamo continuamente esposti a informazioni di ogni genere, è molto probabile che di idee buone te ne vengano in mente più di una. Primo passo, quindi, è scegliere l’idea! Per iniziare è sufficiente un semplice blocco di post-it e un po’ di spazio libero su una parete o una lavagna per appicicarli e iniziare a raccogliere le idee (iniziamo a riportare qualche parola da startupper: BRAINSTORMING).

Se quindi hai più di un’idea che ti sembra valida, inizia a costruire una griglia, metti in cima alle colonne i nomi delle idee e nomina le righe sottostanti con le caratteristiche che ti serviranno a capire quale sia l’idea più “fattibile”. Qui entra in gioco la razionalità, prova a scrivere delle caratteristiche oggettive in riferimento alla fattibilità dell’idea e dai un voto o segna con un ✔ in base a quanto è possibile realizzarla, data la tua situazione di partenza. Se ad esempio sei un asso in cucina ma non hai mai scritto una riga di codice, e tra le idee abbiamo gli esempi iniziali con la pizzeria che fa pizze quadrate e il sistema di intelligenza artificiale, è molto probabile che avrai più successo se sviluppi la prima idea e non la seconda.

DALL’IDEA AL BUSINESS PLAN, MA CON ATTENZIONE

Il passaggio dall’idea al business plan potrebbe già cambiare molti elementi che avevi immaginato per la tua start-up. Abituati ad utilizzare concetti razionali come la scarsità, che può essere riferita al tempo (hai già un lavoro che ti impegna per 8 ore al giorno e dovrai sviluppare la tua idea di notte) o al denaro (hai una rendita di qualche tipo e un conto in banca importante, anche se non sai scrivere una riga di codice potresti pensare di sviluppare l’idea del sistema di Intelligenza Artificiale pagando il lavoro tecnico di un professionista). Valuta tutte le risorse a cui puoi attingere, tempo, denaro, capacità tue o dei tuoi possibili collaboratori/soci. Come direbbe un mentor (imprenditore che consiglia le start-up sulle azioni strategiche) la diversificazione delle competenze è uno dei fattori di successo di qualsiasi tipo di start-up.

IL MODELLO DI BUSINESS

Cominciamo a scaldare i motori con il modello di business, ovvero come la tua start-up deve essere organizzata per creare il prodotto/servizio e distribuirlo sul mercato di riferimento creando profitti. Restiamo umili e non pensiamo subito al prossimo unicorno (start-up del valore superiore a 1 miliardo), l’idea, anche la migliore del mondo, dovrà superare diverse barriere più o meno alte anche prima di approdare allo status di micro impresa.

Dopo aver capito su quale idea puntare, tramite il modello di business dovremo iniziare a capire come organizzare le risorse. Uno degli strumenti più utili per organizzare le varie componenti che partecipano al modello di business è il business model canvas. All’interno di questo documento andremo a riportare gli elementi più importanti per far funzionare l’organizzazione. I blocchi che compongono il documento sono pensati per vedere quali connessioni creare tra gli elementi interni ed esterni all’azienda.

UTILIZZARE IL BUSINESS MODEL CANVAS

Stiamo finalmente iniziando a trasferire il sogno di realizzare una start-up dall’idea a un business plan. Fate quindi spazio sulla parete, appendiamo il business model canvas in formato A3 e iniziamo a riempire i blocchi

  • Partner chiave (fornitori, consulenti, altri professionisti)
  • Attività chiave (produttive, di servizi o di sviluppo software)
  • Risorse chiave (fisiche, intellettuali, finanziarie)
  • Value proposition (quali benefici il tuo prodotto/servizio porterà sul mercato)
  • Relazioni con i clienti (generazione dei contatti, assistenza, community)
  • Canali di vendita (on-line e off-line)
  • Segmenti della clientela (a quale tipologia di cliente si rivolge il tuo prodotto/servizio)
  • Struttura dei costi (quali costi saranno sostenuti per creare la struttura iniziale, quali per la produzione, quali per la vendita)
  • Struttura dei ricavi (prezzo di vendita e modalità di pagamento)

ORGANIZZATE LE IDEE PASSIAMO AL BUSINESS PLAN

L’idea sta finalmente prendendo forma e cominciamo a vedere i puntini che si uniscono, siamo pronti per iniziare a creare il nostro business plan! Finora abbiamo lavorato con post-it colorati e matite, adesso è il momento di analizzare gli scenari che dovremo affrontare con un approccio più scientifico.

Il business plan è un documento fondamentale, scrivendolo comincerete a vedere la “forma” aziendale costruita intorno alla vostra idea e vi sembrerà di fare un piccolo passo verso il cosiddetto sogno che diventa realtà. Attenzione però a non eccedere con l’entusiasmo. Qui a farla da padrone sarà la razionalità! La raccolta delle informazioni sul mercato di riferimento, quindi sulla concorrenza e sui segmenti di clientela, sono fondamentali. Così come è fondamentale una classificazione puntuale dei costi. Il business plan non è composto di soli numeri, dovrete dare molto spazio anche all’elemento narrativo. Il documento finale dovrà raccontare la vostra idea, e dovrà farlo nel modo più sincero possibile.

DALL’IDEA AL BUSINESS PLAN, ACCETTANDO LE CRITICHE

Un business plan ben fatto è la base di partenza sia per capire da “dove iniziare a mettere le mani”, quindi per un uso interno dedicato a organizzare le risorse, sia per un uso esterno. Se vorremo provare ad accedere a fondi regionali per start-up, o a chiedere un prestito in banca, un piano ben descritto e sostenuto da analisi coerenti è fondamentale. Dotatevi quindi di pazienza e ascoltate ed accettate le critiche che vi muoveranno amici o parenti. So quanto sia importante sentire il sostegno delle persone a noi vicine, ma ricordiamoci sempre dell’elemento razionale. Non basta l’idea, serve essere bravi e organizzati nell’eseguirla. Concentratevi non su chi vi dice quanto l’idea sia bella, ma su chi trova i punti deboli. Quindi non cercate adulatori ma avvocati del diavolo, ascoltate i loro appunti e le loro critiche e cercate di risolvere i loro dubbi.

Come detto poco fa in questa fase l’attenzione sui numeri deve essere massima, per cercare di prevedere gli scenari possibili che dovrete affrontare. Il foglio di Break-even analysis è uno strumento potente e facile da utilizzare e serve a prevedere quali volumi di vendita vi permetteranno di coprire i costi e di iniziare la scalata verso un business profittevole. Vi lascio qui un link per un foglio di calcolo in sola lettura. Fatene una copia e utilizzatela liberamente per i vostri test di scenario, spero vi sarà utile!

UN BUSINESS PLAN DINAMICO

Il business plan se trasferisce i dati generici dall’idea e li trasforma coerentemente in dati analizzabili, può essere il viatico per una profittevole start-up. Ma anche per un pitch da presentare agli investitori o da utilizzare per ottenere un prestito bancario. Il business plan è come una fotografia dell’azienda in un preciso momento della sua vita. Nel caso di una giovane azienda appena costituita il miglior modo di costruire un business plan è progettarlo in maniera dinamica.

Alla sezione previsionale sarà opportuno affiancare una sezione dinamica, basata sui dati reali che mese per mese raccoglierete svolgendo l’attività di impresa. Per ottenere questo risultato sarà indispensabile progettare i collegamenti tra i vari fogli in modo che i dati statici siano collegati a quelli dinamici. In questo modo potrete vedere gli scostamenti in tempo reale e potrete agire velocemente se dovessero essere negativi. In un’azienda di cui abbiamo parlato in un precedente articolo sulle micro imprese, la reportistica generata nel CRM era stata progettata proprio in questo modo.